12 ottobre, 2007 by Antonio
Piangere, l’espressione del sentimento all’estremo.
Uno sfogo che può rappresentare sia il dolore insopportabile che la felicità inesprimibile.
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Quando si provano delle emozioni talmente forti che non si sanno esprimere,
lo sfogo diventa “piangere”.
Il sistema nervoso centrale, stimolato dal cervello, agisce sulle ghiandole lacrimali
e l’occhio comincia a piangere, di solito accompagnato con un aumento dei battiti cardiaci.
Partendo dall’angolo dell’occhio, il viso si copre di grondanti lacrime.
Questo pianto libera le emozioni che, in quel determinato momento, non riesci ad esternare.
Quelle emozioni per cui non trovi parole adatte che possano esprimerle.
Le emozioni che non sei in grado di comunicare.
Così parte questa reazione fisiologica che disegna sul volto un’immagine parlante, l’espressione dell’emozione.
Osservado il viso lacrimante, ne percepisci il messaggio che il pianto vero, che arriva dal cuore, sa esternare molto bene.
Il pianto è lo sfogo di due stati d’animo all’estremo opposto.
Possono scaturire da situazioni di estrema felicità o dolore.
Se chi vi sta di fronte piange di gioia, venite coinvolti con un ondata di serenità.
Se chi vi sta di fronte piange di dolore, vi si stringe il cuore.
Ecco che il messagio è arrivato.
La stessa soluzione per dar sfogo a due contrari.
Come mai?
Forse perchè il pianto libera tutto ciò che c’è di bello nell’anima, le emozioni.
Le emozioni che rendono la giornata diversa l’una dall’altra, che ci rendono diversi l’uno dall’altro.
La sensibilità verso ciò che ci circonda è ciò che ci differenzia.
Qui si è parlato di lacrime vere.
Purtroppo c’è chi conosce bene questa forza e la usa per scopo ingannatore.
I bambini capricciosi che conoscono inconsciamente il punti debole di un genitore, o gli adulti traditori che usano la conoscenza sulla psiche per trasmetterci comunicazioni ingannevoli, come alcuni accatoni per strada o le pubblicità (consigli economoci) che ci tormentano la giornata.
Non basta guardar loro bene negli occhi per non farsi fegare.
per la definizione clinica della lacrimazione: www.aldovarotto.org
Inserito in Stati d'animo | 1 Commento »
24 novembre, 2007 alle 21:00
Ho trovato per caso questo blog, in realtà stavo cercando qualcosa sul condotto lacrimale, dal punto di vista anatomico.
Mi ha colpito molto un’ espressione in particolare: “Questo pianto libera le emozioni che, in quel determinato momento, non riesci ad esternare.
Quelle emozioni per cui non trovi parole adatte che possano esprimerle.
Le emozioni che non sei in grado di comunicare.”
Sono perfettamente d’ accordo.
Un saluto