03 maggio, 2008 by Antonio
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Ho appena ricevuto l’uscita di maggio ’08 delle rivista CAI “Lo Scarpone”. Con immenso piacere vi ho trovato un articolo dedicato a Mauro Corona, scrittore narratore di vere e semplici storie di vita montana, che dà voce al suo decalogo “Per la Montagna dove non nevica firmato”.
Alcuni punti del suo decalogo:
-Priorità assoluta a strade e servizi. La posta non deve arrivare dopo tre giorni.
-Agevolare gli studenti che dalla montagna devono scendere in pianura per studiare e imparare un mestiere.
-Salvaguardare il patrimonio naturale.
-Dove non c’è turismo creare posti di lavoro sfruttando i materiali che il posto offre.
Diamo voce al suo decalogo. Sono poche le persone che, come lui, hanno il coraggio di dire la loro e di agire per il bene comune esponendosi gratuitamente, rischiando la propria faccia.
Quindi, per chi ha ricevuto la rivista, invito a leggere l’articolo. Qui sotto mi permetto di mettere un breve passaggio dell’articolo a lui dedicato, sufficiente per farvi arrabbiare :
“…le dieci ‘maledizioni’ emerse da questa montagna dove non nevica “firmato” e dove la gente vive sempre tribolando’ (non che la montagna dove nevica ‘firmato’ se la passi gran bene, ma almeno gode della presenza di qualche aitante uomo politico deciso a godersi con il suo staff l’ebbrezza di una discesa sulle piste con i carving e i confort del caso)…”
Li avrete visti anche voi i giovani studenti volenterosi che devono affrontare la giornata, prima che con la scuola, con il problema dell’arrivarci. Certo che se fra loro ci fosse qualcuno con parentele a Roma… tutto sarebbe diverso.
Girando per montagne, non si può dar torto al suo pensiero. Ci sono zone bellissime ma abbandonate a se stesse perché non portano proventi. Come al solito, se non c’è torna conto e conoscenze, chi se ne frega. Corona, con le sue richieste, non vuole i confort di privilegiate zone turistiche, ma all’indispensabile per continuare a vivere sulla propria terra, senza doverla abbandonare. Se avete provato a girare per montagne, conoscete la bellezza di un saluto scambiato con un barbuto e saggio uomo di montagna, o quello scambiato con una cara donna che esce dalla stalla con il fular in testa, con due secchi di latte in mano, pronta a fare del delizioso formaggio. E allora perché non aiutarli a far si che le generazione future possano continuare a rimanerci, dandogli una mano a non sentirsi tagliati fuori dal mondo? Ma non per continuare a vederli con la schiena piegata per fare formaggio, ma per vederli fieri nel crescere nella loro terra.
Il suo decalogo è un’attualità che tocca la situazione di molti.
NOTE:
Mauro Corona lo conosco da solo un anno grazie ad un libro regalatomi a Natale da un mio caro cugino e la sua famiglia, che ringrazio tanto. Mi piace, c’è la sincerità in ciò che scrive.
Per conoscere Mauro andate qui: http://www.dispersoneiboschi.it/ sito ufficiale di Mauro Corona, oppure leggete i suoi libri.
Guardatevi anche questo bel video su You Tube: Mauro Corona, il poeta alpino
UC Antonio
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