18 agosto, 2008 by Antonio
Ho scoperto questo quadro vedendo il film “La ragazza dall’orecchino di perla”.
Non mi metto a giudicare il quadro, non ne sarei in grado (come solito lascio la descrizione del quadro al link verso wikipedia alla voce “ragazza con turbante“), ma e’ affascinante il fatto che un’opera d’arte sia riuscita, con il tempo, ad ispirarne altre.
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| “Ragazza con turbante” o “Ragazza con l’orecchino di perla”, Johannes Vermeer 1665-66 olio su tela, 39×44,5 cm Aia, Museo Mauritshuis |
Per primo il romanzo di Tracy Chevalier dal titolo, appunto, La ragazza con l’orecchino di perla.
Mi piace citare questo pezzo della recensione al libro che dice che il “Romanzo conduce con straordinaria precisione là dove l’arte è divisa dai fantasmi della passione soltanto da una linea sottile …”, perchè sottolinea la complicità tra arte e passione (sentimento) che da sempre caratterizza le vere grandi opere.
Per secondo il film, le cui immagini sono continui e perfetti scatti d’autore, come una sequenza di quadri, una galleria d’arte in movimento. L’impressione è come se il film fosse diretto dal pittore stesso. Le inquadrature fotografiche curate nel dettaglio con colori, ombre, luci e prospettive al posto giusto. Per realizzarlo devono aver studiato bene le opere di Jan Vermeer.
Quello che mi permetto di dire sul quadro è che l’opera ha saputo stimolare le fantasie di chi lo ha guardato, rivelando la bravura dell’artista che è andata al di là del metterci del colore.
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