14 giugno, 2009 by Antonio
Da tempo sono alla ricerca di qualcosa che riesca a spiegare, senza tanti giri di parole, perchè spesso viene usato l’affrontare la montagna come similitudine all’affrontare la vita.
Finalmente, girando per sentieri della ValBrembana con amici,
al rifugio Gherardi, gestito molto bene dai ragazzi della Operazione Mato Grosso, che ringraziamo per la simpatia e la deliziosa cucina, ho trovato una magnifica poesia che soddisfa pienamente l’esigenza di cui sopra.
La poesia è di Battistino Bonali, scalatore morto nel 1993 in una spedizione in Perù.
Eccola:
GRAZIE MONTAGNA
per avermi dato lezioni di vita,
perché faticando ho appreso a gustare il riposo,
perché sudando ho imparato ad apprezzare
un sorso di acqua fresca,
perché, stanco, mi sono fermato
e ho potuto ammirare la bellezza di un fiore,
la libertá del volo degli uccelli,
respirare il profumo de la semplicitá,
perché solo immerso nel tuo silenzio,
mi sono visto allo specchio e spaventato ho ammesso
la mia necessitá di veritá e amore,
perché soffrendo ho gustato la gioia della vetta
percependo che le cose vere,
quelle che portano alla felicitá,
si ottengono solo con sforzo,
e chi non sa soffrire,
non potrá mai capire.
Inserito in Diario di Bordo | 1 Commento »
17 dicembre, 2009 alle 00:44
[...] il tema della Montagna come scuola di vita e di ricerca di equilibrio, già trattato in un articolo precedente. C’è un articolo dedicato all’alpinista Manolo, detto il Mago per le sue imprese da [...]