14 marzo, 2010 by Antonio
Parlo di un personaggio del libro “La fattoria degli animali” di George Orwell come spunto di riflessione sul nostro vivere quotidiano.
Gondrano, cavallo da tiro maestoso e possente.
Personaggio che lavora, lavora, lavora, convinto che i motivi per cui lavora così tanto siano gusti, perchè “qualcuno” così gli ha detto, e dopo il tanto lavoro senza nemmemo una giusta riconoscenza, fà una brutta fine perchè “qualcuno” così ha deciso.
Personaggio chiave per la dittatura imposta dai maiali nella fattoria, che hanno capito che possono sfruttare la sua forza legata alla poca intelligenza senza troppe difficoltà. Sfruttarlo non solo dal lato lavorativo, ma anche come immagine trainante, come esempio verso il resto degli altri animali della fattoria che vedono in Gondrano, grande e possente, un riferimento.
Con Berta, la moglie, rappresenta la gente, ovvero noi persone che, sotto la guida di chi sta più in alto, veniamo quotidianamente ed inconsapevolmente manipolate e sfruttate e tenute buone con chissà quali stratagemmi o dolcerie, facendoci sempre passare per migliore quello che stiamo vivendo rispetto ad altro e che, usando le proprie astuzie, fa credere ciò che vuole rendendo nero ciò che per loro stessi era bianco e bianco ciò che era nero per pura convenienza.
Ne libro, oltre a Godrano il cavallo, ci sono altri animali a cui lo scrittore attribuisce, definendole molto bene, personalità e posizioni rispecchiabili nella realtà di sempre.
Tutto per aprire gli occhi con un libro scritto con semplicità, tanto da sembrare un libro per bambini, per i Gondrano e Berta di turno che continuano a tirare senza riflettere, oppure senza che gli sia permesso di riflettere sulla finalità del proprio lavoro e del proprio operare perchè costretti così.
Un libro da leggere in sostituzione dello zapping di serate senza programmi televisivi interessanti ma forti nel tenerci nell’ignoranza “posizionando bene le fette di salame sugli occhi” per finire come diceva ironicamente Iannacci:
Sempre allegri bisogna stare
perchè piangere fa male al Re
fa male al ricco ed al Cardinale
che sono tristi se noi piangiam.
Thank you amt.
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