Inserito il 22 07 2010 da Antonio
Mi diverto quando, cambiando la stagione, mi ritrovo a dire le stesse cose in base alle temperature atmosferiche.
Sembra un disco incantato: inverno “brrr che freddo”, estate “hooo che caldo”.
Andrebbe bene come nuova strofa per Gioca Jouer di Cecchetto.

E come tutte le volte, le notizie dei telegiornali ci rendono la situazione più pesante di quella che è.
Dovremmo fare come dice Mario Rigoni Stern nel suo libro “Stagioni” (2006).
Annotarci tutti i giorni la temperatura e le condizioni climatiche.
Ci accorgeremmo che non sono novità temperature estreme, neve fuori stagione o caldo tropicale.
A volte è sufficiente acnhe fare due parole con i nostri vecchi per avere la conferma, con la loro sagggezza, che non c’è niente di nuovo.
Ecco cosa dice in questo libro:
“Ma dov’è questo freddo che giornali e televisioni ci vogliono far credere? Freddo polare, freddo siberiano, bufere di neve, strade ingolfate… Anche d’estate si scrive caldo africano, siccità che spacca la terra; per dire dopo qualche giorno violenti temporali e pioggi inesistenti, freddo autunnale. Se ora dovesse arrivare la notizia che in qualche parte d’Italia è fiorito un mandorlo ecco tutti a dire che è qui la primavera.
E’ che noi uomini abbiamo la memoria corta, e chi ce la vuole ravvivare non ne ha. Pochi sono quelli che sull’agenda scrivono le temperature, le precipitazioni, i cambiamenti del clima. Solo affari, solo appuntamenti; una volta erano certamente di più gli uomini che usavano annotare anche le cose della natura, perchè ora si vive con artefizi, ossia con espedienti diretti a ottenere estranei all’ordine naturale.
Prova, lettore, a immaginare un fatto importante della tua vita localizzandolo nel luogo e nella stagione e prova a ricordare com’era il tempo. Freddo? Caldo? Era sereno il cielo? Raffrontalo con l’oggi e vedrai che gli eccessi, le esagerazioni sono più volte fuori tempo…”
da “Stagioni” di Mario Rigoni Stern
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Inserito il 08 07 2010 da Antonio
A volte un’immagine fa più effetto di mille parole.
Vedendo una trasmissione dedicata alle vittime della strada, e guardando alcune immagini sul web, mi son reso conto che capita di comportarsi da incoscenti quando si è alla guida di un mezzo.

Quante volte si guida con il telefonino in mano, o si fa un sorpasso che non si dovrebbe fare e, con il senno di poi, ci si accorge di aver fatto una cazzata.
Sensibilizzare il problema per cercare di prevenire è il difficile impegno che si sono presi i famigliari delle vittime, oppure le vittime stesse.
Persone a cui va dato atto del loro altruismo, per il coraggio nel mettere alla luce la triste realtà del dopo incidente.
Anche se il ricordo fa male, la possibilità di aiutare il prossimo a prevenire il problema, dà loro la forza di impegnarsi a divulgare i messaggi di prevenzione.
Un grosso GRAZIE a queste persone.
Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus (A.I.F.V.S. onlus)
Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada ONLUS
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