Cambiare, dare un taglio al passato.

lucio fontana concetto spaziale
Questo è il messaggio che le opere di Lucio Fontana rivelano.
Quegli squarci sulle tele sono uno stimolo al cambiamento.

Non puoi non sentirlo.

Quando arrivi difronte alla sua opera, ti prende una forte voglia di cambiare.

Basta al passato!

E’ ora di scavalcare e lasciare indietro tutte le fissazioni, le vecchie abitudini da cui facciamo fatica a staccare
e che ci tengono ancorati alla paura del cambiamento.

Sblocchiamoci e lasciamo che la mente prenda il coraggio e vada verso un mondo nuovo.

QUESTA E’ ARTE, NON HA TEMPO E TI EMOZIONA.

Lucio Fontana è da considerarsi uno dei più importanti artisti della storia dell’arte contemporanea italiana. Un maestro rivoluzionario che ha mostrato, in tutta la sua carriera, una grande raffinatezza estetica improntata sul concetto dello spazio. Fontana, infatti, è riconosciuto a livello mondiale come colui che ha fondato lo Spazialismo…

Come pittore cerca di distruggere la pittura: distende il colore sulla superficie e poi la “violenta” con uno o più tagli. È un gesto che cerca di mettere in comunicazione lo spazio esterno con l’interno, il gesto che fende la tela ristabilisce la continuità tra lo spazio al di qua e lo spazio al di là del piano. Lucio Fontana è colui che ha superato la distinzione tradizionale tra pittura e scultura.
Fonte: Blog Camera con vista

Kengiro Azuma e il bicchiere vuoto

Kengiro azuma - CivettaKengiro Azuma, artista scultore giapponese ultraottantenne che opera in Italia.
Domenica 21 marzo Passepartout, programma di Rai Tre di arte e cultura condotto dal fantastico Philippe Daverio, gli ha dedicato una intera puntata intensa e emozionante.

Ascoltare le parole dell’artista è stato come stare di fronte ad una lezione di saggezza.

Ha definito lo ZEN, sua filosofia di vita e arte, come il vuoto, e in modo molto semplice ne ha spiegato il forte significato.
Le parole sono state queste:
L’importanza e la bellezza di un bicchiere non sono la materia con cui è stato fatto, plastica o vetro che sia, ma il suo spazio vuoto, il niente, perchè il bicchiere vuoto deve essere riempito, cioè è pronto a ricevere.

Mi piace trarre e proporre spunti di riflessione in ciò che trovo stimolante. Vi invito quindi ad ascoltare la filosofia Zen direttamente dalla voce dell’artista Azuma, dalla puntata di Passepartout a questo indirizzo Rai, da dove potrete apprendere meglio il concetto ed emozionarvi di fronte alla vibrazione delle sue parole.

Altri link:
intervista-a-kengiro-azuma
Caldarelli.it Archivio di arte moderna
Passepartout – Rai

Ricordi

Anni fa, definisco il periodo tra fine elementari e inizio medie(27 anni fa circa), partecipai ad una delle tante e piacevoli gite scolastiche, piacevoli perchè non si stava a scuola naturalmente.

Era una gita a Milano per cosa, non rammento.

lentino su stampa

Ricordo però di un quadro, forse quello che rappresentava “le 5 giornate di Milano”. Sullo sfondo della scena principale c’erano degli edifici con alcune persone afacciate alla finestre. Guardavo il quadro da circa 2 metri. Avvicinandomi mi resi conto che quei visi di persona non erano altro che punti di colore, saggiamente sovrapposti od accostati, un punto rosa per il viso ed uno nero o marrone per i capelli che, dalla giusta distanza di veduta del quadro, sembrano visi di persona ben definiti.

Una specie di illusione, ed avevo scoperto il segreto dell’illusionista.

Da quel giorno, tutte le volte che mi avvicino ad un quadro, osservo da vicino quei tocchi di colore, con cui gli artisti, con il loro estro, hanno saputo formare l’immagine.

Oggi, tutte le volte che guardo un immagine con un lentino da stampa noto che questi punti continuano a fare il loro lavoro da illusionista. La tecnica moderna ha fatto sua l’illusione ottica sapientemente elaborata dall’intuito umano, tanto da far nascere nuove forme di arte in immagine. Lo sviluppo dell’era digitale sta dando man forte a questo movimento ma gli è ancora difficile raggiungere la completezza della mano di un artista di vecchio stampo.

Un anticipo sui tempi – L’urlo di Munch

l’urlo di Edvard Munch
L’urlo(il grido), celebre dipinto di Edvard Munch,
realizzato nel 1893 su cartone con olio, tempera e pastello.
“…e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura”
(da wikipedia)

Oggi giornata uggiosa, ideale per inserire un’argomento difficile come i disturbi della mente.

Non c’è da spaventarsi, occorre invece guardare la realtà.

Il Ministero della salute , tramite la televisione, con un messaggio pubblicitario, invita la gente a non nascondersi ed a rivolgersi a qualcuno se si accorge di averi problemi di depressione od ansia….perchè buona parte delle persone della società odierna sono affette da questi distrubi!!!

Non si è matti, non si è gli unici, e non ci sono ceti sociali non affetti. Si è solo contagiati da virus moderni. Prima ci si curava dall’influenza, ora ci si cura dallo stress.

Depressione, ansia che ti toglie il respiro, voglia di piangere, le persone intorno ti danno fastidio, voglia di aria e di spazi.

Sintomi che ormai sono all’ordine del giorno. Accumuliamo tensioni per rincorrere l’irraggiungibile, per non essere meno degli altri, perchè vedi la felicità ma non la raggiungi, perchè non ti basta essere te stesso con le tue capacità e i tuoi limiti, perchè hai paura di scegliere.

Tieni tutto dentro e ti avvicini a quella soglia che è meglio non raggiungere, il limte all’esaurimento.

Fermati e rifletti. Lascia che il tempo trascorra con i suoi ritmi e nel suo spazio. Riporta la tua mente libera ed aperta, come quella dei bambini.

Se da solo non riesci, fatti aiutare da un buon medico, non c’è da aver vergogna. Si tratta solo di recuperare il proprio equilibrio.

il taoL’equilibrio non è la corrispondenza esatta della quantità di due parti uguali, ma la capacità e la padronanza di riprendere l’una quando si è sconfinato nell’altra.

A.B.