Inserito il 22 03 2010 da Antonio
Kengiro Azuma, artista scultore giapponese ultraottantenne che opera in Italia.
Domenica 21 marzo Passepartout, programma di Rai Tre di arte e cultura condotto dal fantastico Philippe Daverio, gli ha dedicato una intera puntata intensa e emozionante.
Ascoltare le parole dell’artista è stato come stare di fronte ad una lezione di saggezza.
Ha definito lo ZEN, sua filosofia di vita e arte, come il vuoto, e in modo molto semplice ne ha spiegato il forte significato.
Le parole sono state queste:
L’importanza e la bellezza di un bicchiere non sono la materia con cui è stato fatto, plastica o vetro che sia, ma il suo spazio vuoto, il niente, perchè il bicchiere vuoto deve essere riempito, cioè è pronto a ricevere.
Mi piace trarre e proporre spunti di riflessione in ciò che trovo stimolante. Vi invito quindi ad ascoltare la filosofia Zen direttamente dalla voce dell’artista Azuma, dalla puntata di Passepartout a questo indirizzo Rai, da dove potrete apprendere meglio il concetto ed emozionarvi di fronte alla vibrazione delle sue parole.
Altri link:
intervista-a-kengiro-azuma
Caldarelli.it Archivio di arte moderna
Passepartout – Rai
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Inserito il 18 08 2008 da Antonio
Ho scoperto questo quadro vedendo il film “La ragazza dall’orecchino di perla”.
Non mi metto a giudicare il quadro, non ne sarei in grado Leggi il resto di questo articolo »»»
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Inserito il 06 07 2008 da Antonio
Anni fa, definisco il periodo tra fine elementari e inizio medie(27 anni fa circa), partecipai ad una delle tante e piacevoli gite scolastiche, piacevoli perchè non si stava a scuola naturalmente.
Era una gita a Milano per cosa, non rammento.
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Ricordo però di un quadro, forse quello che rappresentava “le 5 giornate di Milano”. Sullo sfondo della scena principale c’erano degli edifici con alcune persone afacciate alla finestre. Guardavo il quadro da circa 2 metri. Avvicinandomi mi resi conto che quei visi di persona non erano altro che punti di colore, saggiamente sovrapposti od accostati, un punto rosa per il viso ed uno nero o marrone per i capelli che, dalla giusta distanza di veduta del quadro, sembrano visi di persona ben definiti.
Una specie di illusione, ed avevo scoperto il segreto dell’illusionista.
Da quel giorno, tutte le volte che mi avvicino ad un quadro, osservo da vicino quei tocchi di colore, con cui gli artisti, con il loro estro, hanno saputo formare l’immagine.
Oggi, tutte le volte che guardo un immagine con un lentino da stampa noto che questi punti continuano a fare il loro lavoro da illusionista. La tecnica moderna ha fatto sua l’illusione ottica sapientemente elaborata dall’intuito umano, tanto da far nascere nuove forme di arte in immagine. Lo sviluppo dell’era digitale sta dando man forte a questo movimento ma gli è ancora difficile raggiungere la completezza della mano di un artista di vecchio stampo.
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Inserito il 20 05 2007 da Antonio
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| Antonio Ligabue Autoritratto con moto, cavalletto e paesaggio (1953-54) Olio su tavola faesite 63,8 x 104cm |
No!
Un’opera d’arte ha valore quando ti risveglia, quando trasmette emozione, quando ha dentro l’anima di chi l’ha creata.
Una tela, un pezzo di marmo, un’insieme di parole, di note o immagini, tutto ciò che può essere arte, prende vita quando si percepisce il messaggio che vuole trasmettere. Quando riesce a farti vibrare.
L’artista crea mettendoci dentro tutto di sè di quel particolare momento della vita. Quello che ha dentro e quello che i suoi occhi e il suo cuore vedono fuori.
Se non fosse così, un bel quadro sarebbe solo l’utilizzo di una buona dote ma piatta ed inespressiva.
La stessa cosa saremmo noi, uomini comuni, se non mettiamo l’anima nelle nostre azioni.
Non è necessario che la vita sia un’opera d’arte, ma che sia almeno espressione di noi stessi così da essere unica e vera.
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