The future of communication : tv and pc in an only thing

A few days ago, on the bulletin board of twitter, twitter- got a question .
The question was: “The future of cinema is the Internet ? It is in mobile phones ?

I replied immediately : “The future of cinema is the TV in the network. The tv -pc , one monitor open to all channels . ”

And I wonder, how is it possible that there are still those doubts .
The television, that is , the monitor will have the victory over everything.

Nothing 3D televisions that houses the electronics are retrying to launch .
Who cares .

The force will be in the monitors and high-definition screens from which you can navigate , communicate, watch TV , watch movies , interact with social -network , check email , choose the video you-tube , buy , work , all in one, maybe with a remote control and comfortably from the couch.

What is that, commercially speaking , that still holds firm all this, I do not know .

I am convinced , however, that it is almost .

One species of i-phone from home, maybe even touch-screen .

Try to imagine yourself in front of your big screen ultra slim that , with your fingers , choose , enlarged, shrunk , ascolatate and handled the media in the easiest way possible.

To the next.

Il futuro della comunicazione: tv and pc in an only thing

Alcuni giorni fa, sulla bacheca di twitter, è arrivata una twitter-question.
La domanda era: “Il futuro del cinema è in Internet? È nei telefonini?

Ho risposto immediatamente: “Il futuro del cinema è la tv nella rete. La tv-pc, un solo monitor aperto a tutti i canali”.

E mi chiedo, ma come è possibile che ci siano ancora questi dubbi.
La televisione, ovvero, il monitor avrà la vittoria su tutto.

Niente televisioni 3D che le case di elettronica stanno ritentando di lanciare.
Chi se ne frega.

La forza sarà nei monitor e schermi ad alta definizione da cui si potrà navigare, comunicare, vedere la televisione, guardare i films, interagire con i social-network, controllare la posta, scegliere i video you-tube, acquistare, lavorare, tutto in uno, con un telecomando e magari comodamente dal divano.

Che cos’è, commercialmente parlando, che tiene ancora fermo tutto questo, non lo so.

Sono convinto, però, che manca poco.

Uno specie di i-phone da casa, magari anche touch-screen.

Provate ad immaginarvi difronte al vostro mega schermo ultrapiatto che, con le dita, scegliete, ingrandite, rimpicciolite, ascolatate e gestite i media nel modo più semplice possibile.

Alla prossima.

Brutto vizio

Brutto Vizio il non ascoltare
Non parlo di vizio di fumare, bere, drogarsi o altro del genere, ma del vizio di “NON ASCOLTARE”.

Abbiamo la brutta abitudine di avere l’arrogante sicurezza di essere convinti di sapere quello che ci stanno dicendo quando qualcuno comunica con noi.

Siamo talmente sicuri che ci autoconvinciamo che ciò che ci è stato detto è quello che noi pensiamo che stiano dicendo, al punto di guardare interessati pensando invece alle farfalle, senza ascoltare nemmeno una parola.

E’ bene farne un punto di riflessione tra le quotidiane abitudini visto che, quando si è dall’altra parte della sponda ci si arrabbia, e come ci si arrabbia!, quando si scopre che non è stata afferrata una parola del messaggio comunicato.

Cosa significa “programmare” in parole semplici.

A questa domanda ho risposto:

Immagina un uomo con un cervello con poche informazioni base.

Accendi il pulsante e comincia a camminare.
Quando si trova di fronte un muro, con una porta spostata rispetto la sua traiettoria, cosa fa?
Si sposta e passa dalla porta. NO!
Non avendo altre informazioni, oltre al fatto che una volta acceso lui può camminare, va dritto a sbattere contro il muro, e ripetutamente. (da morir dal ridere)

Per evitare che succeda questo, dovrebbe essere in grado di scegliere cosa fare in base a delle informazioni conosciute (tipo che il muro è duro e se ci sbatti ti fai male).
Programmare quindi, significa dotare di informazioni il cervello della macchina così che, in base ad una serie di condizioni, possa analizzare le situazione ed elaborare la soluzione corretta.

Nel nostro caso:
Se stati camminando e vedi il muro, il muro è duro quindi fermati perchè se ci sbatti ti fai male.
Se nel muro vedi un apertura, spostati fino a trovarti difronte all’apertura.
Quando sei difronte all’apertura, riprendi a camminare.

Un canto di Natale

Il nipote dice allo zio:


“Ci sono molte cose dalle quali posso avere tratto del bene senza averne mai tratto profitto, direi.
Il Natale, per esempio.
Ma sono certo di aver sempre pensato al Natale, quando si avvicinava – lasciando perdere la devozione verso le sue origini sacre, ammesso che le cose riguardanti il Natale possano prescinderne -,
come a un momento felice, un momento piacevole di gentilezza, perdono, generosità, l’unico momento di tutto il calendario in cui, per quanto ne sappia io, uomini e donne sembrano aprire i loro cuori di comune accordo e guardare a chi sta sotto di loro come a compagni di viaggio verso la tomba e non a una diversa razza di creature destinate a mete diverse.
Perciò, zio, anche se non mi ha mai fatto avere un soldo di più in tasca, credo che mi abbia fatto del bene e che mi farà del bene. E ti dico: benedetto Natale!”…

dal libro “Un Canto di Natale” di Charles Dickens