Dormire bene. La cura del sonno

Per questioni private, ho avuto occasione di conoscere questa nuovo ramo della medicina che si occupa di studiare il sonno e di migliorarlo. Scopro che pochi ne sono a conoscenza e per questi pochi, le cose sono cambiate. Il sonno e la vita sono migliorati.

In breve, ed in parole non mediche, la cura del sonno “E’ una forma di prevenzione e di cura verso i problemi che può procurare e verso i motivi che lo causano”.
Con il monitoraggio del sonno, i medici possono aiutare a migliorare e curare i disturbi del dormire male. Disturbi che non sono da sottovalutare in quanto, il loro grado di “serietà”, a volte può essere elevato.

Vi lascio qui sotto una breve descrizione del problema, presa da un comunicato stampa dell’ospedale di Crema rilasciato in occasione Giornata Nazionale del Dormire Sano contemporanea con il “World Sleep Day” del 19 marzo 2010.
Questo è il link verso il comunicato, ma preferisco anche riportare il testo nel caso, con il tempo, si perda il collegamento:

Come spiegano il dott. Alessandro Scartabellati, Responsabile dell’Unità Operativa e il
dott. Giuseppe Emanuele La Piana suo collaboratore.
“Il sonno è definito come uno stato di riposo opposto alla veglia.
Quale sia il reale significato fisiologico del sonno non è ancora noto ma una cosa è certa: l’uomo moderno è
privato cronicamente di sonno. Anche se sono molte le persone che vorrebbero dormire meno, considerando il sonno una perdita di tempo od un’attività improduttiva, è stato dimostrato che una restrizione netta di sonno (dalle abituali 7-9 ore alle 5 ore per notte) aumenta la propensione a dormire nelle ore diurne. L’uomo moderno dorme ogni giorno almeno 1 ora di meno rispetto a quello che dovrebbe dormire per sentirsi riposato ed in buona efficienza psicofisica nel corso della giornata. Altre volte la difficoltà a dormire è causata da motivi abbastanza semplici da capire, per esempio un partner che russa rumorosamente o frequenti brutti sogni, e in tal caso è più facile affrontare il problema.
Spesso, però, alla base ci sono motivazioni di più difficile risoluzione che richiedono l’intervento del medico o dello specialista. L’avanzare dell’età spesso è associato ad una difficoltà a dormire bene.
I più comuni e frequenti disturbi del sonno sono le parasonnie, il russamento e l’insonnia.
PARASONNIE
Il termine parasonnie comprende un insieme di disturbi e di manifestazioni fisiche che si evidenziano durante il sonno e rendono il riposo notturno difficile e non ristoratore. I più frequenti e comuni sono il bruxismo (il digrignare dei denti) e il sonnambulismo.
RUSSAMENTO E APNEA NOTTURNA
Russare è sicuramente un problema che colpisce una buona parte della popolazione e che riesce a disturbare il sonno di chi ne soffre e della persona che dorme vicino.
All’origine del russamento c’è un’ostruzione delle alte vie respiratorie. Quando si dorme succede che i muscoli della parte superiore e interna della gola si rilassano. Questo rilassamento muscolare determina un rilasciamento dei tessuti del palato molle nella parte posteriore della gola che, di conseguenza a ciò, vibrano a ogni respiro e al passaggio dell’aria e determinano così il russamento.
L’apnea notturna è un problema più serio. Succede talvolta che si blocchino, per un tempo limitato, le vie aeree superiori, perché il palato molle viene risucchiato durante l’inspirazione e questo evento interrompe la normale respirazione creando nel soggetto addormentato la sensazione di soffocare. La persona si sveglia di soprassalto, ansimando e boccheggiando per la mancanza d’aria. L’apnea ostruttiva del sonno è un fenomeno che dura pochi secondi, ma può ripetersi anche 1000 volte per notte causando un grande disagio al dormiente, che non riposa a sufficienza. Nei casi più gravi di apnea notturna il sonno del soggetto è così compromesso, il riposo così scarso che la persona che ne soffre non riesce a vivere le mansioni diurne ed è impedita nel lavoro. Guidare in queste condizioni di stanchezza e di stress, per esempio, può essere molto pericoloso e a volte anche fatale. L’umore della persona che soffre di questo disturbo è instabile, inoltre il
soggetto, sempre affaticato, spesso dimostra uno scarso interesse sessuale. Nei casi gravi di apnea il sonno REM è ridotto, il sonno profondo è insufficiente, l’apporto di ossigeno al cervello è scarso e tutto ciò può creare anche disturbi a livello intellettuale.
Quando si ostruiscono le vie respiratorie e si verifica l’apnea, la carenza di ossigeno conseguente stimola il cervello che invia segnali di pericolo ai muscoli che riprendono la normale attività. Quando ad alcune forme morbose, come l‘ipertensione o alcune cardiopatie, si associa l’apnea in forma grave il problema può diventare importante, perché durante la notte possono verificarsi, di conseguenza al blocco respiratorio, anche crisi cardiache. Grave è l’apnea notturna anche per i soggetti che soffrono di asma o di altre patologie respiratorie.
INSONNIA
Il termine insonnia indica la difficoltà di addormentarsi, la sensazione comune a molti di non essere capaci di dormire o l’impossibilità di rimanere addormentati per tempi sufficientemente lunghi per potersi riposare. Si può parlare di insonnia solo nei casi in cui la scarsità di sonno causa reali problemi fisici o mentali alla persona, ma non quando un soggetto dorme poco e si sente comunque riposato e soddisfatto del sonno. Alcune persone infatti hanno un minimo bisogno di dormire: poche ore bastano a renderle riposate e questo perché non tutti hanno le stesse esigenze fisiche. L’insonnia è un disturbo, un sintomo che dimostra la presenza di un’alterazione o di un altro problema nell’organismo. Le cause che determinano l’insorgenza del disturbo sono molteplici e diversi sono i tipi di insonnia.
Esistono tre tipi di insonnia: la transitoria, quella a breve termine e il tipo cronico.”

Alcuni link:

Esperienza d’Ansia

Vi è mai capitato di sentire dei dolori al petto e di farvi prendere dal panico?

Per gentile concessione del Prof. Falasca, psicologo e psicoterapeuta – www.psicologiamica.com, ecco una chiara e semplice descrizione dei sintomi dell’ansia:

pagina ansia

I disturbi che rientrano in quella che viene definita “esperienza d’ansia”, sono classificati a livello internazionale, e si dividono in due categorie principali:

– il Disturbo da Ansia Generalizzata (GAD),
che si manifesta con sintomi di inquietudine più duratura, ma di minore intensità;

– il Disturbo da Attacchi di Panico (DAP),
dove l’ansia arriva improvvisamente e con forte intensità.

Leggi tutto “Esperienza d’Ansia”