L’uomo e la stabilità.
Ma cos’è l”eqilibrio?
In generale l’equilibrio indica lo stato di quiete di un corpo e lo si può riconoscere in tre tipologie:
Esempi:
| Stabile – Se una palla ovale è appoggiata sul fianco, un piccolo spostamento dello stessa dalla posizione di equilibrio fa si che una volta lasciata libera essa tenda a riprendere la posizione che aveva inizialmente | ![]() |
| Instabile – appoggiando su un piano orizzontale una palla ovale per un vertice, spostando la palla da questa posizione di equilibrio, essa prenderà una posizione di equilibrio diversa da quella che aveva all’inizio | ![]() |
| Indifferente – Una sfera poggiata ad un piano orizzontale, quando la si sposta dalla posizione di equilibrio ha una forma tale che essa assume ancora una posizione di equilibrio | ![]() |
Queste definizioni, anche se basata su leggi fisiche, sono strettamente legate all’ equilibrio del nostro vivere quotidiano.
Come è possibile che un concetto stabilito su leggi fisiche applicabili alla materia, possa essere impiegato anche per l’immateriale?
Ho preso spunto da un grande scienziato italiano, il Prof. Antonino Zichichi.
Nel suo libro, intitolato “Perché io credo in colui che ha fatto il mondo – tra fede e scienza” (cap.2 parag.9 – che vi invito a leggere) dove descrive i motivi perché, secondo lui, Dio e la Scienza non sono in conflitto, fa un elenco dei valori attribuibili alla scienza.
Nella lista cita l’Universalità nel seguente modo:
“l’Universalità: L’uomo è da sempre alla ricerca di valori universali. La scienza dimostra che esistono leggi universali. Le forze deboli che producono fenomeni misurabili nei laboratori sono le stesse di quelle che fanno funzionare il Sole. La luce che produce un fiammifero è analoga a quella prodotta dalle stelle. La forza di gravità, che fa cadere una pietra dall’alto verso il basso e che ci tiene legati alla Terra, è la stessa di quella che sovrintende alla formazione del nostro Sistema Solare e delle Galassie”.
Il Prof. Zichichi parla di valori puramente scientifici, eppure l’applicabilità dell’equilibrio, stabilito con leggi fisiche, in un contesto non palbabile come i pensieri della nostra mente sembra soddisfare in pieno il valore dell’Universalità.
La nostra mente potrebbe essere in equilibrio stabile, come l’ovale poggiato sul fianco. Di fronte a pressione esterne, subisce, ragiona e torna alla sua stabilità.
Oppure potrebbe essere in equilibrio instabile, come l’ovale appoggiato sul vertice. Alle pressioni esterne il suo stato d’equilibrio cambia e non è in grado di riprendere quello iniziale.
In fine, in equilibrio indifferente. Le pressioni esterne non mutano il suo stato.
AB
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